{"id":931,"date":"2017-07-29T06:55:37","date_gmt":"2017-07-29T05:55:37","guid":{"rendered":"https:\/\/associazionecamminareguarisce.it\/?p=931"},"modified":"2025-04-15T10:41:25","modified_gmt":"2025-04-15T10:41:25","slug":"che-cose-la-felicita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/camminareguarisce.it\/index.php\/2017\/07\/29\/che-cose-la-felicita\/","title":{"rendered":"&#8220;Che cos&#8217;\u00e8 la felicit\u00e0?&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">Non importa se il cammino si chiama \u201cdi Santiago\u201d, \u201cdegli 88 templi di Shikoku\u201d o \u201cvia Francigena\u201d. Il Cammino \u00e8 un viaggio fatto di strade, natura e incontri. In una sola parola: condivisione. E giusto per contraddirmi fin dall\u2019inizio, vi dico che sono partita sola con l\u2019intenzione di fare 450 km in solitaria. E cos\u00ec, a Oviedo, incontro un rapper musulmano che mi aiuta a trovare la strada che porta fuori dalla citt\u00e0. Comincio a camminare tra montagne, boschi, campagne e piccoli villaggi. Fiera di me stessa, con il mio zaino (Sakura) di 11 chili. Saluto tutti sperando che, una volta alle mie spalle, leggano la frase che ho scritto con un Uniposka nero su una delle tasche dello zaino: \u201cSii il cambiamento che desideri vedere nel mondo\u201d. Ma dove sono tutti? I miei incontri si limitano ad anziani contadini, venditori ambulanti e Natura. \u201cDove sono i tuoi compagni di viaggio?\u201d; \u201cMa sei sola?\u201d; \u201cViaggi sola?\u201d; \u201cBuen Camino!\u201d.<br \/>\nS\u00ec, gente! Sono sola. E ogni volta che mi registrano all\u2019albergo, sotto \u201cviaggio\u201d, scrivono: solo! E persino il caff\u00e8 senza latte si chiama: solo\u2026 \u201cun solo para m\u00ec por favor\u201d.<br \/>\nMa non parler\u00f2 dei miei giorni solitari che sono stati un vortice a spirale verso il profondo di me stessa o dei piccoli angoli di mondo dove la natura mi ha chiamata alla meditazione. Questa \u00e8 la storia di tutti coloro che hanno colorato e decorato la mia strada.<br \/>\nComincia tutto a un bivio.<br \/>\nIl proprietario dell\u2019Ostello: \u201ccontinuare per la strada tradizionale ti porter\u00e0 a destinazione dopo un giorno. Quella strada l\u00e0 invece ti far\u00e0 arrivare nello stesso posto dopo 3 giorni, salendo su una montagna e attraversando poi tutta la cresta per arrivare in un\u2019altra cima dove si trova un laghetto e scendere di nuovo a valle, gi\u00f9 per una lunga discesa di 600 m di dislivello. Ti consiglio la seconda via ma non andare sola\u201d. Non ci sono molte ragazze e quelle poche che incontro sono in gruppo o con il fidanzato o con il padre. Si avvicina Bernab\u00e8: &#8220;Domani io e i miei amici di New Castle partiamo per la cresta, ti vuoi unire a noi?\u201d. Sono simpatici e mi hanno accolto nella loro famiglia. Avremmo potuto scambiarci delle storie di vita e soprattutto avrebbero potuto essere i prossimi a rispondere alla domanda scritta sulla copertina del mio quaderno che lascio ogni notte all\u2019entrata degli ostelli: \u201ccos\u2019\u00e8 la felicit\u00e0?\u201d. Bernab\u00e8, Jay e Ben mi hanno aiutata a sbarazzarmi del tedesco Christopher che mi chiedeva sempre cibo e soldi e che da povero-ragazzo-che-ha-dovuto-lasciare-il-figlio perch\u00e9 la moglie lo ha buttato fuori di casa \u00e8 poi diventato l\u2019accattone-nulla-facente-che-vive-sul-cammino facendo avanti e indietro a spese dei pellegrini. L\u2019abbiamo scoperto solo dopo l\u2019ennesima richiesta di soldi. Jay risponde educatamente: \u201cmi dispiace fratello non posso dartene ancora\u201d e Christopher gli sferra un pugno sul naso scappando via tra i cespugli. La polizia ci fa l\u2019interrogatorio e poi ci costringe a rimanere in quell\u2019ostello fino a quando non lo avessero preso. Il giorno dopo \u00e8 stato portato in una \u201csafe house\u201d. Il viaggio continua con il naso fasciato di Jay mentre questa storia aveva gi\u00e0 raggiunto Santiago prima di noi. Christopher aveva scritto \u201cla felicit\u00e0 \u00e8 stare a bordo piscina con mio figlio che tengo per le mani e mi salta sulla pancia fino a quando mi dice: e adesso senza mani pap\u00e0!\u201d. Bernab\u00e8 \u00e8 un avvocato e fa il cammino per sport, allenamento. Niente spiritualit\u00e0. \u00c8 molto equilibrato e d\u00e0 un ritmo al gruppo. Lui non ha mai risposto alla mia domanda. In compenso mi ha regalato uno spray magico che anestetizza qualsiasi dolore muscolare.<br \/>\nOgni tanto accelero il passo. Capiscono tutti quando decido che quello \u00e8 il mio momento, mi salutano e io avanzo, sicura, distaccandomi mentalmente da quel terreno grazie al passo ritmico e costante. Provo a prendere una mela da un albero ma non ci arrivo nemmeno saltando. Qualche ora dopo, raggiunti gli altri Jay mi dice \u201cAvevo preso la mela che tentavi di raccogliere per regalartela ma andavi troppo veloce quindi alla fine ho deciso di mangiarla\u201d. Per Jay la felicit\u00e0 \u00e8: \u201cavere una mente pacifica e aiutare gli altri a raggiungerla\u201d. Ben \u00e8 un tipo molto silenzioso ma quando parla fa sempre ridere tutti. Giochiamo spesso con le parole inglesi e l\u2019ho confuso cos\u00ec tanto che non \u00e8 stato pi\u00f9 capace di spiegarmi la differenza tra \u201canyhow, however, anyway\u201d.<br \/>\n\u201cEssere felici di se stessi in qualsiasi situazione\u201d ha timidamente annotato sul mio quaderno. Aldo, un saggio bolognese avanti con l\u2019et\u00e0 che aveva percorso tutti i cammini: \u201cla felicit\u00e0 \u00e8 il ritorno a un ritmo pi\u00f9 adatto all\u2019essere umano\u201d.<br \/>\nDavid e suo cugino sono asturiani che avevano iniziato il cammino partendo da casa loro, dalla loro fattoria. Non li vediamo tutti i giorni ma a ogni incontro \u00e8 festa! Sono giovani contadini e le loro storie di mucche partorienti e grano da mietere mi fanno sognare a occhi aperti. Il giorno prima di salutarci, David ha accettato di rispondere alla mia domanda \u201cla felicit\u00e0 \u00e8 un ponte tra il sogno e la realt\u00e0\u201d.<br \/>\nLungo il cammino incontriamo spesso padre e figlio colombiani. La mattina Jose (70 anni) \u00e8 una bomba di energia. Comincia la giornata con una lattina di birra e cammina veloce \u201cinsultando\u201d il figlio quarantenne che sembra stia affrontando un\u2019esercitazione militare. Finisce sempre che lo lascia a km e km di distanza. Una volta hanno addirittura dormito in due tappe differenti e quella mattina alle 9 Jos\u00e9 stava sotto un albero con gi\u00e0 10 km alle spalle. Tutto il suo equipaggiamento \u00e8 sparpagliato sul prato:<br \/>\n\u201cVenite! Fate una pausa cos\u00ec mi fate compagnia\u201d<br \/>\n\u201cMa dov\u2019\u00e8 Caesar?\u201d<br \/>\n\u201cNon lo so, \u00e8 lento, l\u2019ho lasciato indietro!\u201d. Anche se l\u2019ho descritto come un pappamolle, Caesar \u00e8 riuscito a capire la mia anima molto bene e cercava di attutire le mie battaglie contro il mondo. Una volta tornati in Italia ci siamo rivisti a Cremona e mi ha presentato la sua famiglia. La figlia appena sedicenne \u00e8 ben cosciente di avere un pap\u00e0 e un nonno speciali. Abbiamo passato una bellissima giornata e mi sentivo felice. Forse perch\u00e9 come dice Maria \u201cla felicit\u00e0 si trova nelle cose pi\u00f9 semplici\u201d.<br \/>\nRaggiunta Santiago, saluto i miei compagni e continuo il mio viaggio di tre giorni verso l\u2019Oceano, sola come all\u2019inizio. Scorgere l\u2019azzurro del mare tra i folti boschi, sentire il rumore delle onde sempre pi\u00f9 chiaramente, respirare l\u2019aria della brezza marina. Quella che per molti e per molto tempo \u00e8 stata considerata la fine della terra \u00e8 davanti ai miei occhi: Finisterre. Raggiungo i suoi scogli pi\u00f9 lontani, quelli che si affacciano sull\u2019acqua pi\u00f9 profonda, quasi correndo. L\u2019oceano mi circonda a pi\u00f9 di 180 gradi. Di fronte a me il sole tramonta e regala ai miei occhi infinite sfumature di colori. I gabbiani volano alti formando quelle ombre a \u201cV\u201d che solitamente si usano per disegnarli stilizzati. Butto lo zaino a terra, senza cura. Rotola un po\u2019 fino a quando trova il suo spazio stabile tra gli scogli.<br \/>\nMi siedo.<br \/>\nE sto.<br \/>\n\u201cLa felicit\u00e0 \u00e8 viaggiare leggeri per posti sempre diversi, con un bagaglio che man mano si riempie di esperienze, emozioni e conoscenze. Aggiungo un versetto di un libro che mi ha accompagnato in questi giorni: \u2026.non dovremmo negare che l\u2019essere nomadi ci ha sempre riempiti di gioia. Nella nostra mente viene associato alla fuga da storia, oppressione, legge e noiose coercizioni, alla libert\u00e0 assoluta, e la strada ha sempre portato a ovest\u2026\u201d. Grazie Matteo per aver concluso questo articolo. E per voi: cos\u2019\u00e8 la felicit\u00e0?<\/p>\n<p>Veronica Benardinelli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Veronica \u00e8 l&#8217;autrice del libro &#8220;Erano solo bolle di sapone &#8211; Un tuffo in Nepal&#8221;, ed. Veronica Benardinelli, 2013, acquistabile al seguente link, il cui ricavato va in donazione ai piccoli del Nepal.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lulu.com\/shop\/veronica-benardinelli\/erano-solo-bolle-di-sapone-un-tuffo-in-nepal\/paperback\/product-21115177.html\">http:\/\/www.lulu.com\/shop\/veronica-benardinelli\/erano-solo-bolle-di-sapone-un-tuffo-in-nepal\/paperback\/product-21115177.html<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non importa se il cammino si chiama \u201cdi Santiago\u201d, \u201cdegli 88 templi di Shikoku\u201d o \u201cvia Francigena\u201d. Il Cammino \u00e8 un viaggio fatto di strade, natura e incontri. In una sola parola: condivisione. E giusto per contraddirmi fin dall\u2019inizio, vi dico che sono partita sola con l\u2019intenzione di fare 450 km in solitaria. 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