{"id":292,"date":"2017-01-08T10:03:37","date_gmt":"2017-01-08T10:03:37","guid":{"rendered":"https:\/\/associazionecamminareguarisce.it\/?p=292"},"modified":"2017-01-08T10:03:37","modified_gmt":"2017-01-08T10:03:37","slug":"se-stai-fermo-nulla-succede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/camminareguarisce.it\/index.php\/2017\/01\/08\/se-stai-fermo-nulla-succede\/","title":{"rendered":"SE STAI FERMO, NULLA SUCCEDE"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Mi sono ammalato a maggio del 2011: un linfoma.<\/p>\n<p>Di solito in questi casi si dice: <em>mi \u00e8 crollato il mondo addosso<\/em>. A me non successe. Non so perch\u00e9. Ero tranquillo. Mi dicevo che era una malattia come tante.<\/p>\n<p>Mi sottoposi a tutti i cicli di chemioterapie e dopo entrai in camera sterile per l\u2019autotrapianto. \u00c8 stato allora che la mia malattia \u00e8 stata individuata con precisione: un linfoma mantellare al quarto stadio B. Voleva dire che il sistema linfatico era del tutto compromesso. Il professore che mi seguiva fu chiaro: \u201cguarda Fabrizio, la malattia \u00e8 questa, purtroppo \u00e8 incurabile. Ci\u00f2 che possiamo fare \u00e8 cercare di farti vivere il pi\u00f9 a lungo possibile\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come farebbero tutti, una volta appreso ci\u00f2 di cui ero affetto, ho cominciato a raccogliere informazioni su internet, ed \u00e8 stato un disastro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>All\u2019epoca frequentavo un monastero benedettino. Ogni tanto, quando lo stress del lavoro diventava troppo alto, salivo in macchina e mi portavo l\u00e0. Prendevo una stanza e, immerso nel silenzio totale, passavo tre o quattro giorni insieme a quei monaci cos\u00ec tranquilli e discreti. Tra loro avevo stretto amicizia con Pierre, un religioso malato di sclerosi multipla e pertanto costretto all\u2019immobilit\u00e0 su di una carrozzina. Conoscevo Pierre da tempo, e quando gli dissi ci\u00f2 che mi era capitato, lui mi parl\u00f2 del sacramento del malato. Mi diceva: \u201cFallo, \u00e8 una cosa bella, porta giovamento, non tanto al corpo, ma allo spirito\u201d. Accolsi il suo invito. Si trattava di decidere il luogo dove riceverlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In quel periodo Andrea stava percorrendo il suo primo cammino lungo la via de la Plata, e allora mi son detto: <em>vado in Cammino!<\/em><\/p>\n<p>Mia moglie Dominique non si oppose. Feci subito il biglietto. Pochi giorni dopo ero in cammino.<\/p>\n<p>Uscivo dalla camera sterile, avevo le difese immunitarie bassissime, mi proteggevo dagli attacchi esteriori con una mascherina, dovevo stare attento alla gente, ero costretto a mangiare cibo in scatola. Era diventata una non vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi ero interessato al Cammino di Santiago qualche anno prima, per\u00f2 quando ci si butta a capofitto nel lavoro, partire per un mese \u00e8 una cosa quasi impossibile da realizzare. Dopo essermi informato sui diversi siti web per capire ci\u00f2 che era necessario, il 6 maggio 2012 ero a Saint-Jean-Pied-de-Port. Un po\u2019 incoscientemente devo dire\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando sono sceso dall\u2019aereo, ho tolto la mascherina e mi sono detto: <em>basta! Io non sono pi\u00f9 malato<\/em>. Non si pu\u00f2 affrontare un cammino preoccupandosi di quello che si mangia, di ogni cosa che si fa, di ogni posto in cui si va: non si vive pienamente l\u2019esperienza.<\/p>\n<p>Devo essere sincero: il primo giorno la salita \u00e8 stata veramente dura, credevo di morire! Ma l\u00ec \u00e8 avvenuto un incontro importantissimo. Quando mi sono fermato a mangiare, mi si \u00e8 avvicinato un signore e si chiamava Pierre. Pierre non mi ha pi\u00f9 abbandonato, mi ha accompagnato fino alla Plaza del Obradoiro di Santiago.<\/p>\n<p>Ci tengo a dire che a Santiago, ci sono arrivato con le mie gambe, ma sono stato portato, scortato, accudito da un gruppo di persone che sembrava avesse un preciso compito da svolgere: accompagnarmi fino alla meta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Camminavo, i giorni passavano e stavo sempre meglio. Di norma in cammino ti affatichi. Vedevo gente che abbandonava, che si fermava, con dolori a piedi, tendiniti. Io non ho avuto nemmeno una vescica. Stavo benissimo.<\/p>\n<p>Ero partito con l\u2019intento principale di ricevere il sacramento del malato. Ogni sera andavo regolarmente a messa, e ogni tanto domandavo ai preti se c\u2019era la possibilit\u00e0 di prendere questo sacramento a Santiago. Mi rispondevano che sarei arrivato all\u2019inizio di giugno, in mezzo a migliaia di altri pellegrini, con la cattedrale sempre piena. Mi dicevano che era impossibile.<\/p>\n<p>Me ne feci una ragione. Ma poich\u00e9 il cammino ti porta sempre ci\u00f2 di cui hai bisogno, un giorno mi ritrovai a camminare con un ragazzo siciliano in pantaloncini e maglietta, e cominciammo a parlare. <em>Perch\u00e9 vai a Santiago?<\/em> E in cammino le lingue si sciolgono facilmente.<\/p>\n<p>Gli raccontai la mia storia e il motivo per cui ero in pellegrinaggio. Con mia grande sorpresa il ragazzo era un francescano, e mi disse che quel sacramento a Santiago me lo avrebbe dato lui.<\/p>\n<p>E cos\u00ec fu: dopo aver camminato qualche giorno insieme, lui mi precedette nell\u2019arrivo in citt\u00e0, e quando giunsi alla meta del mio cammino, si comp\u00ec veramente quello per cui ero partito: mi diede il sacramento del malato dentro alla Cattedrale di Santiago.<\/p>\n<p>La festa con tutti gli amici conosciuti in cammino fu bellissima.<\/p>\n<p>Santiago era solo la mia prima meta.&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo \u00e8 solo l&#8217;inizio di una lunga e appassionante storia raccontata nel libro di Fabrizio Pepini e curato da Massimiliano Cremona dal titolo &#8220;<em>Camminare guarisce<\/em>&#8220;, Edizioni dei cammini, 2016, acquistabile anche al link presente in questo blog.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Foto di Ornella Gabrielli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Mi sono ammalato a maggio del 2011: un linfoma. 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